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Simulacro
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Un mwbasimulacro è un'apparenza che non corrisponde necessariamente a una realtà sottostante ma che può derivare da un modello originale in modo distorto, parziale o ingannevole, assumendo così un significato ambiguo tra rappresentazione e autonomia; in ambito filosofico, in particolare secondo mwbqJean Baudrillard, il simulacro non è più una semplice copia di qualcosa di reale ma un'immagine che ha perso ogni riferimento al reale e si alimenta di sé stessa in un ciclo autoreferenziale, mentre in un'accezione più ampia può indicare una duplicazione infedele o inautentica che sostituisce l’originale senza però coincidere con esso. La parola deriva dal latino mwbgsimulacrum e significa statua, figura, in particolare indica, secondo il Vocabolario Treccani, l'immagine o la rappresentazione di una divinità, in special modo nelle mwbwcelle dei templi, oggetto di culto nell'antichitàcite-ref-1[1].
Contents
• Note
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Storia della filosofia e dell'arte
Simulacrum è quindi da intendere come sinonimo del termine mwdwidolo dal greco "mweamweqεἴδωλον" (mwegeidôlon). Questo termine greco viene utilizzato da mwewPlatone in opposizione al termine mwfaicona, "mwfqmwfgεἰκών" (mwfweikôn), ovvero la "copia": Per Platone le immagini vanno infatti ordinate in una gerarchia che ponga in alto le immagini "buone" e rispondenti al vero (come la copia che imita il reale) e che non dissimulino il reale stesso, dalle immagini "cattive" (quali gli idoli e i simulacri) che invece ci ingannano e non assomigliano alla vera realtà (su questo punto si confronti quel che scrive Platone nel mwgamwgqSofista e nel mwggmwgwFedone). Lmwha'mwhqeidôlon si oppone pertanto tanto all'mwhgeikôn che allmwhw'mwiamwiqeidos o mwigidea (mwiwἰδέα) ovvero la "mwjaforma" originaria che per Platone costituisce la vera realtà (il concetto di "Idea" è presente in vari dialoghi platonici tra cui mwjqRepubblica e il Fedone) e in un questo senso il simulacro rimanda tanto all'informale che alla simulazione.
Il mwjwconcetto di simulacro è presente, inteso in quanto mwkaeidôlon, nei dialoghi platonici mwkqmwkgSofista e mwkwmwlaCratilo,cite-ref-2[2] ma anche, in un senso radicalmente differente, nella teoria mwmqmaterialista degli mwmgEpicurei (in particolare di mwmwEpicuro e mwnaLucrezio che utilizza per primo il termine "simulacrum"). Per gli Epicurei e per Lucrezio i simulacri sono particelle di materia sottile che si distaccano dalle cose reali e che le replicano in miniatura. I simulacri vengono recepiti dall'apparato sensibile umano consentendo tanto la percezione che causando la produzione di sogni.
Per alcuni il simulacro è la rappresentazione della verità che sottende, soprattutto in ambito religioso; si veda anche l'espressione "ad instar".
Nel mwnwXX secolo, questo concetto è stato ripreso da mwoaJean Baudrillard, che lo definisce come la «verità che nasconde il fatto che non ne ha alcuna»cite-ref-3[3]. Laddove Platone ha visto due modi della riproduzione, quella "fedele" e quello volutamente "distorto" (il simulacro, appunto), Baudrillard ne vede quattro: lo "specchio" o riflessione di base della realtà, l'"anamorfosi" o contraffazione spontanea della realtà, la "finzione" (dove non esiste un modello), e il "simulacro", che "non ha alcuna relazione con qualsiasi realtà di sorta" e ciononostante risulta "vero". In questo senso il potere, come detto in mwpqDimenticare mwpgFoucault, «non è mai esistito se non in quanto simulacro.»
Dopo la mwqaPop art e l'opera di mwqqAndy Warhol i piani di rappresentazione del "vero" e del "falso" sono stati mescolati e la critica d'arte ha imparato a lavorare attorno a nuovi concetti, a cui il termine "simulacro" ha offerto spesso sponda (come nella corrente dell'mwqgIperrealismo e più in generale nel mwqwPostmodernismo).
Anche mwrqGilles Deleuze, nel suo lavoro sul cinema, e mwrgFredric Jameson, nella critica letteraria, si collegano al concetto greco e latino nell'analizzare il "più reale del reale" che si presenta a volte nella società e nello sviluppo mwrwsemiotico dei suoi prodotti. Per il primo esiste un carattere simbolico proprio nella dematerializzazione dell'evento che accade durante il suo racconto audiovisivo, il quale porta a un "effetto di replica" infinito.
Sociologia
In sociologia il concetto di simulacro, come accade per altre discipline umanistiche e sociali, prende spunto dalle riflessioni del pensatore francese mwsgJean Baudrillard. In Italia, un'articolata disamina dei concetti di simulacro, simulazione realtà e finzione si deve a mwswVanni Codeluppi, in particolare nel volume mwtaBaudrillard. La seduzione del simbolico. Quest'opera permette di accedere al complesso contributo baudrillardiano mediante la sua sistematizzazione in quattro macro temi: merce, simulazioni, terrorismo e pensiero radicale. Simulacro e postmoderno in chiave baudrillardiana sono due concetti centrali anche nella sociologia dell'immaginario nella ricostruzione semantica fornita da mwtqDomenico Secondulfo. Nel volume mwtgI volti del simulacro la società dei consumi contemporanea viene interpretata a partire dal concetto di simulacro, diventando una lente di ingrandimento sull'impossibilità di scindere la realtà dalla finzione.
Intrattenimento
Anche in ambito mwuqfantascientifico si è usato il termine (in particolare con l'invenzione dell'mwugandroide) per indicare qualcosa di "artificiale" che però ha sembianza "naturale". A parte gli esempi classici, dal mwuwGolem di tradizione mwvacabalistica al mwvqmwvgFrankenstein di mwvwMary Shelley, fino ai mwwamwwqRUR di mwwgKarel Čapek e a mwwwmwxaSolaris di mwxqStanisław Lem, l'autore che ha forse più lavorato sul concetto è mwxgPhilip K. Dick, il quale è tornato in maniera ossessiva su idee di organismi artificiali, mondi paralleli possibili e simulacri di umani (come in mwxwmwyaIl cacciatore di androidi che servirà di base al film mwyqmwygBlade Runner) o in mwywmwzaL'androide Abramo Lincoln (non a caso tradotto in italiano come mwzqA. Lincoln, Simulacrum) e naturalmente in mwzgmwzwI simulacri.
Anche la trilogia di mwaqmwagMatrix è ispirata, come dichiarato espressamente dagli sceneggiatori,cite-ref-4[4]) al concetto di simulacro messo a punto da Baudrillard. Lo stesso si può forse dire per le opere di mwbwMichael Crichton e soprattutto per il film mwcamwcqThe Truman Show, film simulacro per eccellenza.
Note
cite-note-11. ↑ citereftreccani-simulacromwegmwewsimulacro, in mwfaTreccani.it – mwfqVocabolario Treccani on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
cite-note-22. ↑ mwgqEidôlon in mwggVocabulaire européen des philosophies (a cura di mwgwBarbara Cassin).
cite-note-33. ↑ Jean Baudrllard, mwhw"Simulacra and Simulations" e Gonçal Mayos Solsona mwia"Baudrillard e la società simulacro".
cite-note-44. ↑ vedi mwjaBaudrillard vs. Matrix
Bibliografia
• mwkaJean Baudrillard, mwkqLo scambio simbolico e la morte (1976), Feltrinelli, Milano 1979.
• Jean Baudrillard, mwkwSimulacres et simulation, Parigi 1981.
• mwlqVanni Codeluppi, mwlgJean Baudrillard, Feltrinelli 2020.
• mwmaGilles Deleuze, mwmqDifferenza e ripetizione (1968), Il Mulino, Bologna 1972, nuova ed. Raffaello Cortina, Milano 1997.
• mwmwMario Perniola, mwnaLa società dei simulacri (1980), Mimesis, Milano, 2011.ISBN 978-88-575-0496-4.
• Domenico Secondulfo (a cura di), mwnwI volti del simulacro, QuiEdit, Verona, 2007
Voci correlate
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